Smart Working in Italia: un fenomeno contagioso

Cos’è il “lavoro agile”?

Hai mai sentito parlare di smart working?
Se la risposta è no, sappi che si tratta di un’espressione linguistica che definisce un nuovo modello di lavoro per migliorare le prestazioni e la soddisfazione percepita sul lavoro mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Sebbene si tratti di un concetto molto ampio, lo smart working può essere definito, sostanzialmente, da due idee chiave: un modo più proficuo di lavorare e l’uso della tecnologia per realizzarlo.

Il significato di lavoro agile appare al giorno d’oggi esattamente quello etimologico, ovvero indica tutte le tecnologie in grado di snellire e semplificare l’accesso al luogo di lavoro.

Inoltre è strettamente correlato al concetto di telelavoro, tanto da affermare che si tratti della naturale evoluzione di quest’ultimo, che ha aggiunto ulteriori vantaggi alle caratteristiche del lavoro a distanza tradizionale, quali la flessibilità oraria e il comfort.

Se il telelavoro viene utilizzato per spostare il luogo fisico in cui avviene il lavoro dall’ufficio alle mura domestiche, lo smart working riesce a portarlo addirittura altrove, in un parco, in una biblioteca o in una spiaggia, grazie alle moderne tecnologie disponibili sul mercato.

Sebbene il digitale rappresenti per molte aziende italiane ancora una novità, le imprese manifestano di voler superare questo ostacolo credendo fortemente nei benefici di questa modalità lavorativa, come dimostrano gli ultimi dati registrati.

Nonostante i timori, infatti, molte di esse hanno deciso di abbracciare il cambiamento, e, il 50% delle aziende, lo ha già adottato tra le proprie mura.

L’Italia si dimostra quindi uno dei paesi più smart d’Europa, a fronte di una media europea del 29%.
Infine, secondo una ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, si parla di un totale di 500 mila lavoratori agili, con un incremento del 20% rispetto alle precedenti rilevazioni.

Il caso Findus: 2 giorni di smart working in Italia per tutti i dipendenti

Lo Smart Working è stato introdotto nella sede Findus di Roma ad inizio 2018 e, ad oggi, è una realtà per 100 impiegati che, dal mese di giugno, hanno potuto usufruirne per due giorni al mese.

Ai dipendenti coinvolti è stato fornito un laptop con sistemi di videoconferenza e smartphone di team per connettersi da remoto.

L’opportunità di lavorare in telelavoro sta consentendo un risparmio in termini di costi e di tempo, oltre a quelli di sostenibilità ambientale.

Cosa aspetti a optare per questa soluzione lavorativa all’interno della tua azienda?

Smart working in Italia: la normativa

Lo Smart Working in Italia è legge!

Dopo un periodo sperimentale, la legge n.81 del 22 Maggio 2017, detta anche Legge sul Lavoro Agile, ha finalmente regolato la materia del lavoro da remoto.

Tale normativa definisce lo smart working in tutti i suoi aspetti giuridici: sia per quanto riguarda i diritti dello smart worker, sia per quelli riguardanti il controllo da parte del datore di lavoro.

La regolamentazione ha compreso anche gli strumenti tecnologici utilizzati e le modalità con cui viene eseguita l’attività.

L’articolo 18 della legge n.81/2017 definisce il lavoro agile come “la modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi senza vincoli precisi di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

Oltre a fornire la definizione, la legge disciplina anche alcuni aspetti legati alla materia come la necessità di un accordo scritto di smart working tra le parti ed altri elementi rilevanti, tra cui:

  • Parità di trattamento economico e normativo
  • Diritto all’apprendimento permanente
  • Aspetti legati alla salute a alla sicurezza

Smart working in Italia: vantaggi e ostacoli

Il lavoro agile offre una serie di vantaggi sia per il lavoratore che per l’azienda, di seguito eccone alcuni:

  1. Aumenta la libertà e l’autonomia del lavoratore, in modo da garantirgli una maggiore capacità di organizzazione del tempo;
  2. Consente di risparmiare denaro su aree di lavoro, trasporti o forniture quali elettricità, riscaldamento ecc;
  3. Migliora la conciliazione della vita lavorativa con quella personale e familiare, cosa molto apprezzata da parte dei dipendenti;
  4. Se il lavoro è ben strutturato, e basato su obiettivi, può aumentare persino la produttività;
  5. Aumenta la qualità della vita del lavoratore, che apprezza maggiormente l’azienda e il proprio datore di lavoro;
  6. Permette l’integrazione nel team di lavoro di persone con mobilità ridotta.

Tuttavia può causare anche alcuni inconvenienti, tra cui:

  1. Il dipendente potrebbe provare un senso di invasione della propria vita privata;
  2. Lo smart working potrebbe portare il lavoratore all’isolamento a causa del mancato contatto con i colleghi;
  3. Perdita di identificazione con l’azienda;
  4. Se il lavoro a distanza non è ben pianificato, la produttività potrebbe diminuire;
  5. Potrebbe esserci meno controllo sulla quantità o qualità del lavoro da parte del manager;
  6. Può comportare un esborso di denaro extra per il lavoratore, ad esempio per il costo delle forniture o per l’allestimento dell’area di lavoro.

Nella scelta aziendale di adottare questa metodologia di lavoro, è bene dunque considerare pro e contro per comprendere se sia la soluzione adatta al proprio business.

Maticmind e lo smart working: come innovare la tua azienda grazie a questa metodologia

Lo smart working, quindi, è una filosofia manageriale che garantisce ai dipendenti flessibilità e autonomia nella scelta di spazi, orari e strumenti da utilizzare nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative.

Per raggiungere simili traguardi è necessario, però, dotarsi di dispositivi e servizi che supportino i processi aziendali e le esigenze delle persone, mediante nuovi strumenti di comunicazione e collaborazione condivisi.

È importante, allo stesso tempo, definire policy aziendali che consentano flessibilità di luogo e orari di lavoro, e utilizzare strumenti di condivisione delle risorse disponibili.

Infine, è necessario affiancare i CEO nello sviluppo di stili manageriali atti a promuovere tale metodologia lavorativa, con l’utilizzo di comportamenti basati su: sense of community, empowerment, flexibility e virtuality.

Seguendo questo approccio il manager diventa così un leader e viene a crearsi un legame collaborativo molto forte, con sinergie che migliorano la soddisfazione generale.

Allo stesso tempo lascia spazio al lavoratore di esprimersi al 100% grazie a policy aziendali più flessibili e rende in definitiva il lavoro come un susseguirsi di nuove sfide da vincere, non più il puro adempimento ad un dovere.

Se sei interessato ad adottare il lavoro agile all’interno della tua organizzazione, mettiti in contatto con noi! Un esperto si prenderà cura di soddisfare ogni tua esigenza.