Software Defined Data Center: un concetto in continuo divenire

In ambito ICT sono quattro i trend che stanno segnando l’evoluzione dei Dipartimenti IT:

  • La ricerca di ottimizzazione dell’infrastruttura tecnologica.
  • La focalizzazione sulla Business Technology (BT) per la sua affidabilità edisponibilità tecnologica rispetto alle esigenze.
  • L’integrazione dei modelli Cloud Data Center nelle tecnologie esistenti.
  • Le strategie di semplificazione e automazione, che trovano nel Software Defined Data Center (SDDC) la risposta principale.

Ma cos’è il Software Defined Data Center?

L’SDDC non è un prodotto ma una filosofia architetturale in continuo divenire. È una sorta di visione strategica basata su tre concetti fondamentali:

  • Virtualizzazione a larga scala e accesso ai Software Cloud.
  • Automazione dei processi.
  • Infrastrutture standard e modulari.

L’SDDC permette di unificare e semplificare la complessità di infrastrutture sempre più eterogenee in quanto permette di visionare integralmente le infrastrutture fisiche e virtuali che compongono l’intero Cloud Data Center (server, storage, network).

Da questo si ricava un sistema di management automatizzato in tempo reale, guidato non più dagli operatori, ma da policy e regole predefinite in funzione sì della tecnologia, ma anche dei servizi di business richiesti volta per volta.

Molti vendor si sono già mossi per proporre alle aziende sistemi SDDC, ma perché i Software Defined Data Center si diffondano è necessario attendere ancora qualche tempo.

In che modo l’IT si può preparare alla prossima adozione del SDDC?

Di certo la strategia di intervento deve essere sia tecnologica che metodologica:

  • Definire i propri bisogni in termini di risorse fisiche e virtuali.È necessario che l’IT definisca quali applicazioni e ambienti necessitano di provisioning on-demand o di funzionalità di scale-up o scale-down dinamici: in base a questi sarà più semplice stabilire dove intervenire, e quindi scegliere il vendor più adatto.
  • Costruire le proprie architetture basandosi su policy.Affinché i sistemi SDDC possano essere flessibili e dinamici e sia possibile governare in modo automatico l’intero ciclo di vita del servizio, nell’ottica di rivolgersi sempre più verso infrastrutture di tipo ibrido, è basilare definire alcune policy (accesso ai servizi, ruoli e responsabilità, utilizzo delle risorse…). Questo è essenziale per l’automazione e la semplificazione dei sistemi. Per ottenere buoni risultati bisogna partire dall’identificazione delle applicazioni e dei servizi da rimpiazzare, e di quelli da implementare per supportare le nuove richieste di business.
  • Incorporare l’SDDC nei piani di sviluppo applicativo.Questo consente di modellare al meglio le infrastrutture e semplificarne la gestione, e diventa il collante tra l’architettura e le applicazioni favorendo l’evoluzione di entrambi.
  • Includere il Data Center Infrastructure Management (DCIM) nella strategia SDDC.Questo significa ottimizzare l’utilizzo delle risorse fisiche (DCIM) all’interno di un sistema di gestione più esteso (SDDC), ricavando una strategia di IT governance più efficace.