Smart Working e sicurezza sul lavoro: come proteggere l’operatività aziendale dalle minacce informatiche?

Smart Working e sicurezza sul lavoro: è un binomio possibile?

Nei primi 8 mesi del 2020 abbiamo assistito a una rapida crescita dello smart working come modalità lavorativa.

La pandemia mondiale ha afflitto pesantemente l’economia, costringendo molte aziende a fare i conti con nuovi modelli di business. È cambiato, prima di tutto, il modo di lavorare: il lavoro agile ha preso il sopravvento rispetto a quello tradizionale, momentaneamente non praticabile.

È in un simile contesto che le imprese hanno esteso i propri confini, allargando il perimetro dell’infrastruttura IT oltre le mura aziendali.

I responsabili IT, i Manager e i dipendenti hanno dovuto adattarsi in fretta alla nuova realtà, in cui la parola d’ordine è diventata “lavorare in sicurezza”.

Proteggere le risorse umane dal virus, dunque, ma proteggere le aziende anche da un altro nemico, più attuale che mai: le minacce informatiche.

Come affrontare un simile problema, e quali strategie adottare per neutralizzarlo?

Scoprilo proseguendo nella lettura.

Lavorare in sicurezza in smart working: quali precauzioni adottare?

Se l’adozione dello smart working comporta una serie di vantaggi, tra cui un aumento della produttività e un minor benessere psico-fisico per i dipendenti, dall’altro provoca instabilità all’interno dell’infrastruttura IT delle organizzazioni.

I business diventano, infatti, più vulnerabili agli attacchi informatici a causa di un elevato livello di dipendenza dalle attrezzature digitali di comunicazione e collaborazione.

In caso di attacco i sistemi informatici, che rappresentano un fattore abilitante della stessa attività lavorativa, gli strumenti non possono essere sostituiti da alternative “analogiche” come accade in un tradizionale scenario di lavoro in ufficio.

In secondo luogo, perché in assenza di adeguati sistemi di backup il rischio di perdere dati sensibili aumenta esponenzialmente.

Allargare il network entro il quale vengono scambiate le informazioni aziendale comporta, quindi, un aumento della superficie di attacco disponibile ai malintenzionati.

Ecco che la cybersecurity domestica diventa così l’estensione naturale della sicurezza informatica aziendale, di cui il dipendente diventa il principale responsabile.

Di seguito alcuni consigli operativi per tenere sotto controllo la continuità operativa:

  • Presta attenzione alle password
    Per rendere difficile l’identificazione delle password, è consigliato cambiarle periodicamente.
  • Evitare di cliccare su link sconosciuti
    Cliccare sulla mail sbagliata, aprire un allegato, cliccare su un link malevolo. La maggior parte degli attacchi informatici è innescata dagli errori delle persone.È fondamentale, dunque, promuovere una cultura della sicurezza, condividendo le informazioni utili a dimostrare nel concreto la pericolosità di certe azioni sui siti o mail sospette.
  • Attivare la patch e fare aggiornamenti costanti
    La gestione degli aggiornamenti e patch è fondamentale per mantenere alti i livelli di sicurezza. Mentre gli aggiornamenti a software e sistemi operativi migliorano le prestazioni, le patch sono strategiche perché risolvono i difetti a livello di sistema.
  • Filtri antispam
    Le e-mail spam costituiscono circa la metà di tutte le e-mail che vengono inviate nel mondo. Esistono diversi tool in commercio in grado di filtrare i messaggi di posta, avvisando gli utenti che si tratta di email che non sono aziendali. Il filtro antispam assolve proprio a questa funzione: smista i messaggi indesiderati verificando i contenuti delle mail.
  • Back-up Costanti
    Il back-up dei dati è sinonimo di continuità operativa. Si duplica periodicamente il disco fisso di un computer o si creano delle copie di sicurezza dei file; è l’unico modo per tutelarsi da attacchi malevoli.

I consigli sunnominati sono sicuramente utili per proteggere i dati sensibili delle organizzazioni, soprattutto con il lavoro agile.

Bisogna ammettere, che la maggior parte delle aziende si è dimostrata impreparata a gestire correttamente lo smart working, e l’Italia rimane uno dei paesi più in difficoltà nella implementazione di tale modalità lavorativa.

Ecco perché occorre dotarsi di tecnologia ed esperti pronti ad accompagnare la tua azienda in questo nuovo universo lavorativo.

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